CLIMA Le donne pagano il prezzo dell'emergenza
CLIMA & DONNE - I cambiamenti climatici colpiscono la popolazione in modo diseguale; a livello globale, le donne risultano spesso tra le categorie più vulnerabili, sia nei paesi occidentali che in quelli in via di sviluppo. Questa vulnerabilità deriva da fattori sociali, economici e culturali che, in molte aree del mondo, limitano l’accesso delle donne alle risorse, all’istruzione e ai mezzi decisionali.
La crisi climatica non è affatto neutra rispetto al genere e i monitoraggi ci dicono che siamo di fronte a barriere socioeconomiche e strutturali purtroppo difficilissime da abbattere. Vediamo perché.
«Il cambiamento climatico amplifica le disuguaglianze di genere esistenti, minacciando i diritti, i mezzi di sussistenza, la salute e il benessere di donne e ragazze. Ad esempio, nel peggiore degli scenari climatici, circa 158 milioni di donne e ragazze saranno spinte verso la povertà, 16 milioni in più rispetto a uomini e ragazzi*».

(Foto Ali Mkumbwa da Unsplash)
PAESI A BASSO REDDITO - Nelle regioni colpite da siccità, alluvioni o carestie, le donne sono spesso le principali responsabili della raccolta dell’acqua e del sostentamento familiare. Quando le risorse naturali si esauriscono o diventano più difficili da reperire a causa dei cambiamenti climatici, aumenta il carico di lavoro e si acuisce l’esposizione a rischi fisici e sanitari.
Nei paesi in via di sviluppo, le donne e le ragazze possono essere costrette a percorrere distanze maggiori per raccogliere acqua o cibo, esponendosi a pericoli e, talvolta, rinunciando all’istruzione. La salute delle donne è uno dei punti di rischio meno considerati: secondo rilevazioni dell’ONU solo in tema di salute, le ondate di calore aumentano il rischio di aborto, di parto prematuro e di mortalità infantile.
PAESI INDUSTRIALIZZATI - Anche nei paesi occidentali, le donne sono colpite in modo specifico dal cambiamento climatico. Ad esempio, nelle emergenze climatiche, le donne hanno una maggiore probabilità di essere coinvolte nell’assistenza familiare, spesso sacrificando il proprio benessere fisico ed economico. Studi dimostrano che in caso di catastrofi naturali, le donne rischiano di più di perdere il lavoro o di subire discriminazioni nell’accesso agli aiuti.

(Foto di Keenan Constance da Unsplash)
«“Una finanza climatica che risponda alle esigenze di genere significa garantire che la qualità dei finanziamenti sia in grado di garantire l’equità, compresa la giustizia del debito e di sollevare coloro che sono più colpiti dagli shock climatici invece di lasciarli vulnerabili”, ha dichiarato Ayshka Najib, cofondatrice di Fridays For Future MAPA e membro della coalizione Generation Equality Feminist Action for Climate Justice.
Le donne continuano a essere sottorappresentate nel processo decisionale sul clima e le loro voci e la loro leadership sono spesso ignorate nelle politiche e nei forum globali sul clima. Solo 6 dei 78 leader governativi intervenuti nel segmento di apertura ad alto livello della COP29 (meno dell’8%) hanno menzionato l’impatto dei cambiamenti climatici sulle donne, quattro delle quali erano donne»*.
Ma le conferenze COP (Conference of the Parties o anche Conferenza delle Parti, ovvero quegli incontri internazionali nati per discutere e negoziare sforzi unitari globali per affrontare le sfide legate ai cambiamenti climatici) non sono nuove alle occasioni mancate: alla Conferenza delle Nazioni Unite sul clima, tenutasi a Madrid a dicembre 2020, la COP25, era stata prevista l’adozione di un piano quinquennale che che tenesse anche conto della dimensione di genere. Si chiama Gender Action Plan e i quasi 5 anni trascorsi dal suo annuncio, di fatto, hanno portato solo a… un nulla di fatto!
Per quanto sia quasi scontato che favorire la partecipazione attiva delle donne nella governance ambientale e nei processi decisionali è fondamentale per costruire risposte più eque e resilienti alle sfide climatiche, le leadership dei vari Paesi sembrano sorde e cieche di fronte a queste evidenze. Leadership che nei paesi democratici abbiamo eletto noi. Anche se non proprio tutte e tutti noi!
Consapevoli che queste riflessioni vanno a toccare solo una minima parte di questo tema, voi avete esperienza diretta o indiretta di questa realtà? Fateci conoscere la vostra storia.
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*Fonte: Nazioni Unite, UN Women Cop29 (agenzia ONU che si occupa di tematiche di genere)
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