VINO Urge distinguerlo dai superalcolici

WINE & SALUTE - Il Parlamento europeo il 14 febbraio delibererà sul Piano anticancro di cui l'Unione intende dotarsi. Il report della Commissione per la lotta ai tumori (Beca) che prende in esame comportamenti incorretti e prodotti potenzialmente dannosi per la salute, include anche il vino tra gli alimenti potenzialmente cancerogeni. Seppure mai nominato direttamente, il vino è tuttavia implicitamente incluso nella categoria dell'alcol in generale.

Nel passaggio n. 15 del capitolo dedicato alle Aree di intervento, il rapporto afferma che “non esiste una quantità sicura di consumo di alcol”*, passaggio che apre al pregiudizio sul vino, portando con sé conseguenze potenzialmente nefaste per tutto il comparto.

Il report, infatti, partendo dalla considerazione «che l'Europa rappresenta meno del 10% della popolazione mondiale, ma conta un quarto (25%) di tutti i casi di cancro» ed evidenziando come in Europa «il 10% di tutti i casi di cancro negli uomini e il 3% nelle donne sono attribuibili al consumo di alcol» scrive incontestabilmente che «minore è la quantità di alcol consumata, minore è il rischio di sviluppare il cancro». 

Una frase lapidaria che tuttavia non differenziando tra vino e superalcolici, VERO cuore del problema in moltissimi paesi nordeuropei, si trascina dietro il comparto del vino che potrebbe vedersi costretto ad apporre sulle bottiglie un avviso di pericolosità per la salute, nonostante  vi siano “centinaia di studi scientifici in merito al tema vino e salute che affermano con certezza come un buon bicchiere di vino rientri in quello che viene definito stile di vita sano dell'individuo”, come ricorda il Presidente di Assoenologi, Riccardo Cotarella, in aperto disaccordo con il report.**

Nello stesso rapporto stranamente non una parola su un analogo dovere di segnalazione per prodotti alimentari contenenti residui di pesticidi o glifosato (controverso diserbante ed acceleratore di maturazione) con l’invito tuttavia alla Commissione, in linea con la Strategia per la sostenibilità in materia di sostanze chimiche, ad «attuare rapidamente le misure previste per ridurre l'esposizione dei cittadini a sostanze cancerogene e che alterano il sistema endocrino attraverso tutte le vie di esposizione» ed un rallegramento per «l'istituzione della banca dati sulle sostanze presenti nei prodotti che destano più preoccupazione». 

Il rapporto Beca sembra non aver tenuto in alcuna considerazione, poi, quella Cultura del vino che in Italia e in altri paesi europei oggi accompagna la conoscenza del prodotto attraverso una narrazione che pone al centro il bere responsabile. Né quanto indicato dall'Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO), l'agenzia delle Nazioni Unite per il turismo responsabile e universalmente accessibile, che nell'incontro di settembre 2021 in Portogallo accendeva i riflettori sul «contributo dell'enoturismo al sociale e all'integrazione economica regionale e sul suo grande potenziale quale motore di opportunità di sviluppo».

Scrive Federvini: "Se il rapporto dovesse essere adottato integralmente, i produttori di vino nei 27 paesi membri dell'Ue potrebbero essere soggetti a una serie di restrizioni sul modo in cui il prodotto viene promosso e il suo prezzo, mentre l'Ue potrebbe smettere di finanziare tutto ciò che riguarda la produzione di bevande alcoliche, gestione del vigneto inclusa". E non sono pochi i piccoli e medi produttori che fanno affidamento su fondi e finanziamenti della UE.

La Commissione europea nel dicembre del 2017 aveva rinnovato per altri 5 anni (sic!) l'autorizzazione all'immissione del glifosato nell'ambito territoriale UE. Siamo nel 2022 e dato lo scenario prospettato dal rapporto Beca, coerenza vorrebbe, solo per fare un esempio, che pur dovendo sopportare restrizioni varie su produzione e comunicazione e un eventuale bollino nero o simile sulle nostre bottiglie di vino, si possa anche smettere a brevissimo di preoccuparci del pericolo glifosato & affini. Oppure no? 

*recalls the study referred to by WHO which recognises that there is no safe level of alcohol consumption when it comes to cancer prevention, and stresses the need to take this into account when devising and implementing cancer prevention policy

**Comunicato stampa 8 febbraio 2022

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