SPAZIO Cibo, clima, etica e sostenibilità
SPACE FOOD & CLIMA - A Milano, dal 14 al 18 ottobre, si svolge l’edizione numero 75 del Congresso Astronautico Internazionale. Con il tema "Spazio responsabile per la sostenibilità" (Responsible Space for Sustainability) si accendono i riflettori su ambiente, crisi del clima e importanza del cibo spaziale. Nel calendario della giornata di apertura, appuntamento sul cibo con dieta e menù degli astronauti sul podio degli argomenti fondamentali «per la salute del corpo e della mente».
Cibo spaziale - I vari aspetti del cibo spaziale già incontrati nel tempo sono molteplici, ma alcuni sono davvero speciali. Come quello della coltivazione di verdure e ortaggi in orbita in piccole teche (salad machines) o dei superfood come la Wolffia globosa, una lenticchia d'acqua a crescita iper veloce, dall’alto contenuto proteico. Centrali anche l’utilizzo di Olio EVO nelle razioni alimentari degli equipaggi e le riflessioni su come vino e birra aiutino a «contribuire all’equilibrio sensoriale e psicologico degli astronauti». A confermare la centralità del binomio cibo/spazio, lo scorso aprile l’Agenzia Spaziale Italiana dedicava l’intera edizione della sua rivista Spazio 2050 al cibo, intitolandola “Menù Stellati”.

(Foto: Matthieu Joannon - Unsplash)
Razioni alimentari - Non di secondaria importanza, inoltre, la questione di come affrancare la dieta spaziale dalla dittatura dei cibi precotti o da reidratare, da riscaldare al microonde, o dal problema delle scorte, da calcolare per la durata dell'intera missione e caricare sulle navette al momento della partenza degli equipaggi.
Novità - A parte alcune costanti, il cibo degli astronauti si è evoluto nel tempo e se all’inizio delle missioni spaziali gli alimenti erano degli omogeneizzati forniti in tubetti metallici simili a quelli del dentifricio, o dei liofilizzati, le più recenti sperimentazioni sulla durata della qualità di Vini e degli Oli extravergine di oliva in assenza di gravità, o sulla coltivazione di verdure fresche in serre spaziali, ci portano davvero nell'oltre!
Di recentissima introduzione anche la sperimentazione di veri e propri menù bilanciati (il progetto è italiano) e di una modalità di cottura capace di funzionare in assenza di gravità: la pentola HotPot, una sorta di bollitore spaziale a forma di cuneo, progettato dall’ingegnera Larissa Zhou dell’Università di Harvard e destinato a cuocere pasta e legumi, sta cercando infatti di superare il problema di far bollire l’acqua in assenza di gravità. Insieme a quello di consegnare a chi dovrà mangiarlo, un pasto di consistenza decente.

(Foto: Nicolas Lobos - Unsplash)
Autoproduzione - La questione della produzione di cibo nello spazio, o meglio ancora, la capacità di autoproduzione di cibo da parte degli equipaggi, è strettamente correlata alla possibilità di realizzare missioni spaziali di lunga durata, dove un'autosufficienza alimentare è conditio sine qua non.
Birra e Vino - «Per quanto riguarda il vino, il classico calice sarà sostituito da sfere gelatinose contenenti vini botritizzati, dolci e pregiati. […] Con questi studi si vuole permettere agli astronauti del futuro di sentirsi connessi al pianeta Terra, ai loro paesi d’origine e alle loro famiglie» dichiarano Luca Parca e Micol Bellucci della Direzione Scienza e Ricerca ASI, in un articolo pubblicato sulla rivista Spazio 2050 il mese di aprile.
Acqua e Clima - Le sfide della nutrizione nello spazio sono innumerevoli e tutti i suoi temi, agricoltura spaziale in primis, sono centrali, poiché avere successo in questi ambiti determinerà la riuscita o meno delle future esplorazioni spaziali a lungo termine (anche private) e la loro capacità di generare profitti per chi le gestisce.
Nella terza giornata del congresso, il 16 ottobre, arriva anche il tema “Clima, ambiente e sostenibilità” dove l’analisi dei dati satellitari diventa strumento per offrire risposte alle sfide dei cambiamenti climatici del nostro pianeta e alle criticità che riguardano l’elemento acqua (inondazioni e siccità), con riscontri utili ai decisori politici per elaborare soluzioni a livello locale.
Etica - Con le applicazioni delle tecnologie spaziali che diventano sempre più un punto di riferimento per svariati settori, il congresso richiama tutti gli attori alla necessità di tutelare lo Spazio come ambiente da mantenere «sicuro, aperto all'esplorazione, all'uso pacifico e alla cooperazione internazionale da parte delle generazioni presenti e future nell'interesse del pianeta e di tutte le nazioni*».
Non propriamente una sciocchezza in questi tempi di guerre e di incertezze e sicuramente una doppia sfida per l'Italia che, tra i «pochi paesi al mondo con una filiera completa della Space economy» si trova «in prima linea nella sfida di utilizzare lo Spazio in modo responsabile all'insegna della sostenibilità*».
Note - L’International Astronautical Congress (IAC) è organizzata dall’International Astronautical Federation (IAF) e ospitata in Italia al Mi.Co. di Milano dalla Associazione Italiana di Aeronautica e Astronautica AIDAA, con il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e Leonardo.
Le sessioni dei lavori delle giornate sono disponibili in live streaming.
*Fonte: www.iafastro.org
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