SOCIAL FOOD Tofu, oli e proposte 100% VEG

INGREDIENTI - Spopolano nel mondo delle ricette social, prodotti che avrebbero bisogno di una narrazione più trasparente: a fianco delle meravigliose verdure e legumi alla base di tutti i piatti della filosofia VEG, ingredienti come tofu, salsa di soia, burro di arachidi, lievito insaporitore, bevande vegetali si dovrebbero conoscere meglio. Per non parlare di quegli oli di varia natura, utilizzati e presentati in una proposta a volte preferibile agli oli extravergine di oliva e loro e antagonista.

Ora si potrebbe anche discutere sull’olio di cocco vergine e su quello di mandorla, che si ottengono con spremitura e mezzi meccanici, ma non c’è storia se si parla di tutti quegli oli di semi che si ottengono per raffinazione (ovvero con l’utilizzo di prodotti chimici) e che, pur essendo prodotti a norma di legge, non è onestamente etico proporre come salutari o salutìstici.

In tema di ingredienti che sui social avrebbero bisogno di un racconto più trasparente, un esempio perfetto è rappresentato da seitan e tofu, un paio di sostanze alimentari che nelle ricette dei/delle food influencer sui social media vanno per la maggiore e quasi all’arrembaggio!

Qui siamo in presenza di alimenti che, pur essendo di derivazione vegetale, soffrono purtroppo della mancanza di contestualizzazione delle modalità di realizzazione (provenienza, processi di produzione e lista ingredienti) e di preparazione (nelle ricette).

Inoltre la lista degli ingredienti che servono a realizzarli è lunga, carica di sale, additivi, stabilizzanti, conservanti, coagulanti, estratti, insaporitori chimici, sale, fortificanti (aggiunte di calcio, vitamine)…

Tema SOIA – La salsa di soia commerciale di solito porta con sé un elevatissimo contenuto di sale (sodio). Il tofu commerciale, fatto a partire da un liquido lattiginoso ottenuto dalle fave di soia (Glycine max), nonostante le tante e ottime dichiarazioni di prodotto Bio, raramente ne dichiara la provenienza e ancor più raramente certifica che la materia prima non sia OGM. Esclusi Paesi come l'Italia, dove gli OGM sono vietati, infatti, oltre il 90% della produzione del legume di soia nel mondo è OGM.

Tema TOFU – Fatte salve la valenza proteica e quella versatilità che in cucina porta il tofu a essere considerato e consigliato come una buona base per molte preparazioni (per la sua caratteristica di assorbire in cottura i sapori degli elementi ai quali viene abbinato), quanto realisticamente si può dire che si sta percorrendo un'alternativa a tutta salute?

Tema SEITAN – Analogamente per il seitan: trattandosi di un alimento ad alto contenuto proteico ricavato dal glutine del frumento, presenta per questa sua derivazione una serie di criticità; non  adatto a tutti, nonostante allo sguardo sembri molto simile alla carne, non ne replica affatto il valore nutrizionale.

Se è vero che gli alimenti a base di soia e quelli realizzati a partire da altre materie vegetali non sono da demonizzare, è vero anche che vanno attentamente analizzati e conosciuti nelle proprietà nutrizionali e nelle componenti. Perché la provenienza degli ingredienti di base per la maggior parte e spesso non è europea e altrettanto spesso non è (rin)tracciabile, cosa che lascia in dubbio: saranno stati prodotti secondo regole ugualmente attente rispetto alle normative UE? E come la mettiamo rispetto ai metodi di coltivazione, allevamento, trasformazione, produzione ed etica delle filiere?

Se i concetti fondamentali della tendenza VEG, oltre al non nuocere e sfruttare gli animali, sono l’attenzione all’impronta etica e salutistica del prodotto, la sostenibilità ambientale, la responsabilità collettiva, queste sono domande dalle quali non si può prescindere.

A questo segmento del food online che propone una cucina utile a chi va sempre di corsa, pubblicizzando ingredienti e aziende con ricette anche complicate ma presentate come possibili da fare al volo, di fatto fanno difetto la capacità e la volontà di trasmettere vere informazioni e vera consapevolezza alimentare.

Vista anche la brevità dei messaggi che si vanno a proporre, il favore si gioca tutto sulla realizzazione di un prodotto video accattivante ma debole nei contenuti, di ricette fatte di abbreviazioni, scorciatoie e semplificazioni di vario genere (linguaggio, esposizione, svolgimento, storytelling, natura degli ingredienti) e di risultati che, nelle prove fatte a casa e di fretta, raramente somigliano a quelli che si vedono nelle video ricette.

Non mancano gli esempi virtuosi, ma nella mia esperienza i risultati si ottengono replicando solo quelle ricette che si prendono tutti i tempi necessari. La cucina, anche quella che utilizza ingredienti semplici e realizza piatti di base, richiede in generale tempo dedicato, perizia, attenzione e cura. Ma questo è proprio il messaggio fondamentale che i social non riescono a trasmettere.

Concludendo questo focus, vi do appuntamento alla prossima uscita, con uno sguardo al vasto mondo dei/delle Food Influencer, Food Blogger, Food Storyteller, un appuntamento in due parti -Fenomeno Influencer e Popolo di Food Influencer (con nomi e profili)- per narrare da un altro punto di vista la forza della relazione tra Cibo e Cultura. E con l’invito a seguire la nostra Pagina Facebook Power & Gender

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Crediti: Immagine di copertina by Amah Phina, altre: by Michael Carut, Sherman Kwan, Francesco Gallarotti, Vitaly Gariev. Da Unsplash

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