TRATTORI "Nessuno si salva da solo"

AGRICOLTURA & AMBIENTE - Dalla tenuta agricola di Capalbio, l'imprenditrice agricola Monica Cirinnà fa una riflessione sulle proteste di questi giorni messe in campo dagli agricoltori, che in Italia e in Europa, manifestano a bordo dei loro trattori rivendicazioni che «hanno un fondamento». «Il punto cruciale - dice Cirinnà - è che a fare agricoltura oggi non ci si guadagna» se il prezzo pagato a chi coltiva è di troppo inferiore a quello che chi acquista paga quando va a fare la spesa.

«L'agricoltura ha bisogno di essere ascoltata» dice, segnalando al contempo che il vero nemico è il cambiamento climatico e che tra le prime cose che si dovrebbero chiedere a Bruxelles ci sono, oltre a un imprescindibile e necessario allentamento della burocrazia «una catena più corta tra produttori e consumatori, certamente uno sgravio fiscale -questa cosa dell'Irpef sui terreni agricoli grida vendetta!- ma grida anche il costo della nafta agricola».

La situazione attuale, viste anche le contingenze mondiali con guerre e Paesi in rivolta, richiede ascolto, comprensione dei problemi che affliggono gli agricoltori, insieme a unità e alleanze che non escludano, come si è sentito dire in questi giorni, partiti e sindacati «perché nessuno si salva da solo» ricorda.

Un vero errore, poi, la decisione di Bruxelles di fare un passo indietro in tema di pesticidi. Sospendere questo aspetto del Green Deal, infatti, non aiuta le piccole e medie imprese agricole e va a tutto vantaggio delle sole multinazionali.

Punto sul quale anche Cirinnà concorda: «Bruxelles ha annunciato il ritiro del regolamento sui fitofarmaci che era solo una proposta, non ancora approvata, sia dal Consiglio che dal Parlamento europeo. E’ una vittoria della lobby dei produttori di pesticidi, delle grandi case farmaceutiche che investono ingenti risorse per condizionare le scelte politiche. Non è certo una vittoria dei trattori. Se i leader della protesta ritengono che ri-immettere nel terreno i pesticidi sia una conquista stanno facendo un autogol enorme. Quale consumatore è contento di mangiare un’insalata avvelenata?»

«Sono 381 i pesticidi che nel mondo, negli ultimi 25 anni hanno distrutto la microfauna mettendo a rischio il 75% della produzione agricola. [...] Tornare indietro sui fitofarmaci serve solo ad accelerare la crisi dell’agricoltura» conclude Cirinnà.

(Monica Cirinnà nella sua vigna)

La ex senatrice del Pd, da oltre vent'anni imprenditrice di agricoltura biologica (produce vino, olio, seminativi), manda queste considerazioni mentre controlla la propria vigna e in conclusione aggiunge: «Dispiace che la presidente Von der Leyen abbia fatto un passo indietro su un principio di buon senso».

Dispiace anche a noi che da anni seguiamo gli sforzi che si stanno facendo a livello mondiale per proteggere il suolo e la biodiversità dagli effetti delle azioni umane e da quelli del cambiamento climatico. A 4 mesi dal voto Europeo Von der Leyen non vuole rischiare di perdere il consenso di una larga parte della sua base di voto e quindi, oltre alla "frenata" sui pesticidi fa numerose altre concessioni in deroga al Green Deal. Che ovviamente il governo italiano cavalca come fossero proprie, rimettendo in discussione la PAC. Una somma di azioni che, a ben guardare, potrebbe fare più male che bene al comparto agricolo, vanificando lo sforzo delle proteste legittime in provvedimenti che alla fine non aiuteranno.

La proroga di ulteriori 10 anni sull'utilizzo del glifosato che ha preceduto la decisione odierna di Bruxelles, aveva fatto suonare forte i campanelli di allarme. Dispiace allora, soprattutto, che la legittima protesta "dei Trattori" sia stata usata come motore di questa scelta.

[Per le foto libere a corredo dell'articolo si ringrazia Unsplash]

 

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