CLIMA Energia. Forniture pulite e rinnovabili
CLIMA - In tema di consapevolezza climatica, la decarbonizzazione dell’input energetico è un passo considerato da molti/e indispensabile. I combustibili fossili, come carbone, petrolio e gas naturale, sono responsabili di una quota significativa delle emissioni globali di CO₂ (leggasi buco nell'ozono). Il mondo moderno che per funzionare ha bisogno di quantitativi enormi di energia, consapevole di questi dati dovrebbe ripensare le fonti dalle quali approvvigionarsi. Vediamo come.

(Eolico - Foto by Pramod Kumar Sharma, Unsplash)
Una delle opzioni è la transizione alle fonti di energia rinnovabili. L’energia solare, eolica, idroelettrica e geotermica rappresentano alternative pulite e di fatto inesauribili. L’autoproduzione di energia attraverso pannelli solari domestici, acquistare energia verde e sostenere politiche che favoriscano gli investimenti nelle rinnovabili, sono scelte che ogni cittadino/a può sostenere. Direttamente e indirettamente.
Un secondo passo è rappresentato dall'efficienza energetica. Piccoli accorgimenti, come l’isolamento termico degli edifici, l’uso di elettrodomestici di classe energetica superiore e la domotica, permettono di ridurre i consumi senza rinunciare al comfort.

(Panel Esperti - Foto by Sigmund, Unsplash)
Cosa dicono gli esperti - Gli scienziati e le scienziate che studiano e seguono da vicino il clima e l’energia sottolineano come la transizione energetica sia una delle chiavi di volta per il futuro della Terra. Il passaggio alle energie rinnovabili rappresenta oggi una necessità improrogabile per garantire la sopravvivenza delle società umane nel lungo periodo.
In accordo con questa linea, l’astrofisica Margherita Hack già nel 2011 e molto prima del governo Meloni che oggi ripropone il nucleare, affermava: «Bisognerebbe sviluppare al massimo le energie rinnovabili, ma anche quelle non sono sufficienti. [...] L’energia nucleare è necessaria, ma siccome è anche pericolosa bisogna affrontarla in maniera seria, non all’italiana».
A buon intenditor, poche parole!
Il ricercatore tedesco Hans Joachim Schellnhuber, tra i massimi esperti mondiali di cambiamento climatico, evidenzia con le sue ricerche come un futuro sostenibile sarà possibile solo se riusciremo a svincolare la crescita economica dall’uso dei combustibili fossili, puntando su innovazione e fonti rinnovabili come fondamenta di una nuova era industriale.
Fatih Birol, direttore esecutivo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), uno dei massimi esperti mondiali in materia di energia, sostiene che le rinnovabili sono fondamentali non solo per combattere il cambiamento climatico, ma anche per garantire sicurezza energetica e crescita economica.
A rafforzare questa riflessione si aggiunge la voce di James Anderson, climatologo di Harvard, che sottolinea come la riduzione immediata delle emissioni di gas serra sia una priorità non negoziabile per evitare cambiamenti irreversibili nei sistemi climatici della Terra. Secondo Anderson, solo attraverso una collaborazione a livello globale e l’adozione di energie pulite sarà possibile limitare gli effetti dell’aumento delle temperature e prevenire danni permanenti. Il suo monito è chiaro: il tempo a disposizione per agire è estremamente limitato.
Ma i molti dei disastri e degli accadimenti degli ultimi mesi, dall’alluvione di Valencia in Spagna del 29 ottobre 2024, a quella recentissima del fine settimana festivo del 4 luglio 2025 in Texas, sembrano dirci che il tempo è già scaduto.

(Satellite - Foto by NASA, Unsplash)
Un aiuto dallo spazio - In questo scenario di urgenza pressante, è fondamentale rafforzare le strategie di prevenzione, sfruttando al massimo le tecnologie già disponibili. I satelliti per l’osservazione della Terra, già operativi e in orbita, rappresentano una risorsa preziosa: offrono dati in tempo reale su deforestazione, cambiamenti nell’uso del suolo, modificazione dei bacini idrici, andamento delle coltivazioni e fenomeni climatici estremi.
L’impiego sistematico di queste informazioni permette di rilevare precocemente rischi ambientali, pianificare interventi mirati e monitorare l’efficacia delle politiche di mitigazione, rendendo la risposta al cambiamento climatico più tempestiva e basata su evidenze concrete. È necessario investire in infrastrutture e (in)formazione affinché queste tecnologie diventino uno strumento quotidiano per la protezione del territorio e per la prevenzione dei disastri ambientali, in sinergia con le azioni individuali e collettive.
Consapevoli che queste riflessioni vanno a toccare solo una piccola parte di quello che si potrebbe e che si dovrebbe fare, voi sull'intersezione tra produzione di energia e crisi climatica come la pensate?
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