25 APRILE Donne, Resistenza e Liberazione
25 APRILE - Con la data simbolica del 25 Aprile, celebriamo la Liberazione dal ventennio fascista, la conclusione di cinque anni di guerra e la liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Detta anche 'Anniversario della resistenza', il 25 Aprile è la data che simbolicamente avvia il Paese al percorso di riforme democratiche, partendo dal referendum del 2 giugno 1946, sino alla nascita della Repubblica ed alla stesura della Costituzione, una Carta che ebbe tante madri costituenti oltre ai padri.
Quando il rumore delle armi torna a invadere gli spazi della Pace, con un'escalation di guerre che i tempi moderni non si aspettavano di rivedere, il nostro 25 aprile deve tornare a farsi occasione per chiamare e richiamare il mondo alla pace, per guardare agli errori del passato e a come le Democrazie da queste ceneri sono nate, rinate o si sono costituite.
LIBERAZIONE e COSTITUZIONE - Dalla liberazione dal nazi-fascismo del 25 Aprile 1945, l'Italia inizia il suo percorso di ricostruzione anche grazie a donne determinate che in Parlamento hanno lottato e lavorato per cambiare in meglio, costruendo il senso profondo di quel valore e diritto inalienabile che chiamiamo Democrazia. Le deputate elette all'Assemblea Costituente furono 21*.

Nonostante la lotta di Liberazione come scrive l'ANPI offra alle donne la «prima occasione storica di politicizzazione democratica», si tratta di un'esperienza non priva di contraddizioni: le donne partigiane imbarazzano e destabilizzano anche coloro che al loro fianco hanno combattuto. È per questa ragione che, alla Liberazione, le donne sono escluse da molte delle sfilate partigiane nelle città liberate. A queste donne, in sintesi, si dimostrano gratitudine e rispetto, ma non riconoscimento politico o militare, sebbene alcune di loro fossero state combattenti Partigiane.
Donne che oggi, 25 Aprile 2025 andiamo a ricordare attraverso i loro contributi, per evitare la tentazione e l'errore di lasciare mano libera a chi cerca di usare potere e politica e richieste di "sobrietà" per assenze personali e riscritture della storia.
Nel dopoguerra le donne e le ex partigiane sono le artefici di quei principii di uguaglianza e libertà che troviamo nella Costituzione, espressione più profonda del senso di questa celebrazione.
Come nell’Articolo 3 che stabilisce: “tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione…”; nell'Articolo 29 che recita: “il matrimonio è ordinato sull’uguaglianza morale e giuridica dei coniugi” e nell'Articolo 37 che chiaramente stabilisce che “la donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore”.

DONNE SPECIALI - Senza il contributo della visione e del pensiero di queste donne, il nostro Paese non sarebbe oggi come lo conoscono le giovani generazioni. Tuttavia in Italia la strada della parità tra donne e uomini resta ad oggi una grande incompiuta, un cantiere disorganizzato mai libero da ritardi, pregiudizi, assenze e mancanza di seria volontà politica, che lascia metà della popolazione, quella femminile, costantemente sottorappresentata nelle istituzioni e nei luoghi dove si decide, poco presente nelle stanze dei bottoni.
Oggi vogliamo ricordarne alcune tra le piu note.
Leonilde (Nilde) Iotti (1920-1999) Nella "Commissione dei 75" che scrivono la Costituzione. Forse la più conosciuta tra le donne della politica italiana. Laurea in lettere, insegnante, prende parte alla Resistenza, diventa parlamentare, porta avanti battaglie per i diritti delle donne, diventa presidente dell’UDI, Unione Donne Italiane. Nel 1979 è la prima donna a ricoprire la carica di presidente della Camera dove siede per tre legislature, dal 1979 al 1992.
Angelina (Lina) Merlin (1887-1979) Nella "Commissione dei 75" che scrivono la Costituzione. È stata insegnante di francese (sospesa per aver rifiutato di prestare il giuramento fascista), partigiana, attivista antifascista e sostenitrice dei diritti delle donne. Prima senatrice italiana, ha aperto un dialogo fondamentale con le donne lavorando per l'abolizione delle case chiuse e per elaborare percorsi di uscita dalla prostituzione. Tra le sue battaglie, l’abolizione della “clausola di nubilato” che nei contratti di lavoro delle donne imponeva il licenziamento delle lavoratrici quando si sposavano.
Ricordiamo anche Nella Marcellino (1923-2011) partigiana, la più giovane Deputata mai eletta in Parlamento, dove rimarrà dal 1948 al 1951, per dedicarsi a seguire all'attività di sindacalista e Tina Anselmi (1927-2016) insegnante, partigiana e politica italiana, deputata dal 1968 al 1992, che nel 1976 diventa la prima ministra (Lavoro) della storia della Repubblica. Sarà anche due volte ministra della Sanità. È sua la legge sulle pari opportunità, che riconosce alle donne parità di diritti nel mondo del lavoro.
*Tutte le Madri Costituenti: 9 comuniste (Adele Bei, Nadia Gallico Spano, Nilde Iotti, Teresa Mattei, Angiola Minelli, Rita Montagnana, Teresa Noce, Elettra Pollastrini e Maria Maddalena Rossi), 9 democristiane (Laura Bianchini, Elisabetta Conci, Filomena Delli Castelli, Maria De Unterrichter, Maria Federici, Angela Gotelli, Angela Maria Guidi Cingolani, Maria Nicotra e Vittoria Titomanlio), 2 socialiste (Bianca Bianchi e Lina Merlin) e 1 del Fronte dell’Uomo Qualunque (Ottavia Penna).
Crediti: Foto di copertina di Martina Picciau da Unsplash, segue foto di Mauricio Artieda da Unsplash
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