Le novità del 2008

ROMA- Il Tar del Lazio, giudicando illegittimi alcuni punti delle linee guida della legge 40, ha accolto il 23 gennaio 2008 il ricorso delle associazioni Amica Cicogna, Madre provetta e Warm, rimettendola alla Consulta. In primo luogo il Tar del Lazio analizza il divieto alla diagnosi preimpianto dell'embrione:  tale diagnosi, che non andrà in nessun caso consentita per selezionare il sesso del nascituro (come avviene in alcuni paesi), si rende necessaria nei casi di trasmissionie al nascituro di eventuali malattie genetiche. E’ infatti inaccettabile che una coppia con una data problematica non possa decidere di controllare se avrà un figlio sano prima dell’impianto, salvo poter ricorrere legittimamente all'aborto in seconda battuta. Non a caso ribattezzata “Legge crudele”, la legge 40 incontra nella valutazione del Tar un secondo punto massimamente contestato: la questione dell’obbligo di impianto di tutti gli eventuali embrioni ottenuti in vitro, nella quale i giudici ravvisano un eccesso di potere, in contrasto con il diritto alla salute della donna. (Link ad articolo de LaRepubblica.it)

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