Permessi di soggiorno: alle poste il monopolio

La denuncia è di Altraeconomia. Poste Italiane SpA monopolista dei permessi di soggiorno. Oggi ciascun immigrato spende 73euro e cinquanta per il rinnovo del permesso di soggiorno o di lavoro: 30euro vanno alle Poste per la raccomandata, 27.50 sono per il rilascio del permesso, 14.62 per la marca da bollo ed 1 euro per ilbollettino postale. Prima il costo totale dell'operazione era di 14,62 euro. Un affare da 80milioni, assegnato senza gara d'appalto, per un servizio che riguarda tre milioni di pratiche.

(MILANO) - Poste Italiane SpA dall'11 dicembre 2006 è diventato l'unico canale obbligato la richiesta del rinnovo dei permessi di soggiorno e di lavoro.

"Senza gara d'appalto, il ministero dell'Interno ha affidato all'azienda la gestione in esclusiva del servizio di rinnovo dei documenti dei cittadini stranieri: un giro d'affari di circa 75-80 milioni di euro l'anno”. Lo racconta Silvia Ognibene nell'inchiesta pubblicata sul numero di marzo del mensile Altreconomia (www.altreconomia.it).

Se l'obiettivo del Ministero era quello di eliminare le file davanti alle questure ed abbreviare i tempi del rilascio, l'operazione non è andata bene. I tempi di attesa tra l'invio della raccomandata ed il ritiro del permesso di soggiorno non dovevano superare i 7 giorni contro i 2 mesi di tempo impiegati dalle questure: la realtà invece oggi dice che a distanza di oltre 3 mesi la questura di Milano, ad esempio, ha rinnovato meno di 100 permessi.

L'accordo fra ministero e Poste ha esautorato i Comuni, scrive ancora Ognibene. A Prato dove, come spiega Andrea Frattani, assessore del Comune toscano, erano stati "formati 43 operatori, evase gratuitamente 16mila pratiche in due anni e offerto un efficace servizio di mediazione linguistica che alle Poste manca completamente. Grazie ad anni di collaborazione con le questure eravamo arrivati a rilasciare i permessi di soggiorno in 15 giorni".


Fonte: Redattore Sociale

 

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